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Una riflessione sul seder di Pasqua 2020

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Una riflessione sul seder di Pasqua 2020

Dott.ssa Jenn Lindsay

Originaria di San Diego (USA) vive ora a Roma. È membro della Comunità ebraica riformata di Roma, Beth Hillel. La dott.ssa Jenn Lindsay è professore al Rome Study Center della Univeristy of Californa e insegna Sociologia alla John Cabot University. 
Sul sito del Lay Centre ha condiviso una sua riflessione sul seder di Pasqua di quest’anno che celebrerà in quarantena come molti altri ebrei nel mondo. Di seguito una traduzione di alcuni estratti del testo originale in inglese.

ROMA - Quest’anno, per la prima volta nella storia, gli ebrei del mondo si stanno preparando per celebrare il seder di Pasqua online. Normalmente un seder (in questo contesto cena della festa di Pasqua, ndr) richiede vari giorni di preparazione e una profonda pulizia della casa, non solo perché si prepara per molti commensali ma per liberare la casa di ciò che gli ebrei chiamano “chametz”.

Chametz sono i cibi con lievito che sono vietati durante la festa della Pasqua ebraica. […] Chametz indica più che il lievito per il pane. Alcuni ebrei vedono nel chametz anche l’inorgoglirsi dell’ego, una personalità “gonfia”, un’egocentricità che può nascondere i valori più alti dell’individuo. Anno dopo anno, facciamo crescere il nostro ego e gli investimenti materiali, fino a questa stagione nella quale ci viene comandato di metterli da parte e di liberarci dai pesi mondani. Anno dopo anno il nostro chametz deve essere ritualmente rimosso. Ogni anno dobbiamo tornare alle radici della libertà perché ogni anno riusciamo a fare nuovamente di noi stessi degli schiavi.

Chametz è anche il bagaglio che ci portiamo delle promesse infrante, delle relazioni interrotte e delle delusioni personali che pesano su di noi. È il rifiuto della vita quotidiana, ciò che rimane delle decisioni sbagliate, degli errori di giudizio e dei fallimenti morali. Cosa facciamo con questo tipo di chametz? Il rituale del seder di Pasqua e i giorni precedenti passati a pulire dalle tracce di chametz le credenze di casa simboleggia in realtà la pulizia della nostra casa spirituale: l’opportunità di gettare via l’inorgoglimento dell’ego. Cosa vuoi gettare via di te stesso durante questo Pesach (Pasqua in ebraico, ndr)?

Durante il seder gli ebrei cantano il “Dayenu” che significa “Ci sarebbe bastato”. Ci sarebbe bastato nascere…ma guarda! Viviamo in un mondo con animali, amici, il sole e la musica. Ci sarebbe bastato aspettare la fine della quarantena in silenzio ma invece abbiamo trovato l’energia di suonare musica dai nostri balconi e coordinare seder di Pasqua con amici e famiglia sparsi nel mondo attraverso internet. Dayenu significa celebrare ogni passo verso la libertà come se fosse sufficiente e poi iniziare il passo successivo. Significa che se rifiutiamo un passo perché non è l’intera liberazione, non arriveremo mai alla liberazione completa.

Agli ebrei è comandato di celebrare come se ognuno di noi fosse stato personalmente liberato dall’Egitto. Ciò è particolarmente toccante in questo 2020 in cui siamo confinati nelle nostre case in tutto il mondo a causa della pandemia COVID-19. Quest’anno la libertà significa qualcosa di diverso. La piaga non è più il retaggio di una vecchia storia: è alle nostre porte, uccidendo decine di migliaia di persone in tanti paesi. Mentre contempliamo la distruzione delle piaghe nella storia di Pasqua, ci rendiamo conto che non siamo solo gli ebrei della storia che corrono verso la salvezza. Quest’anno siamo anche gli egiziani afflitti dalla piaga non solo del coronavirus ma anche degli affaticati sistemi sanitari e della debole economia che ne conseguono. […]

Durante il seder, gli ebrei aprono la porta per accogliere Elia. Quest’anno quando gli ebrei contemplano come sperano di portarsi più vicini alla libertà, apriranno le loro porte e finestre al profeta Elia, contemplando un giorno in cui la piaga del COVID-19 sarà passata e potremo uscire liberamente dalle nostre case, girare liberamente per le nostre città, abbracciare liberamente gli altri.

La libertà è la pietra d’angolo dell’Ebraismo. Ma la libertà senza controllo diventa caos. È nell’ordine del seder che si svela la vera libertà e si consolida attraverso la tradizione e la struttura, offrendoci la possibilità di trarre il meglio da questi giorni di quarantena. La mano salda delle nostre tradizioni ci ricorda che solo chi è libero può scegliere di celebrare e vivere secondo i valori più alti e gli aspetti più vivificanti dell’esistenza umana, anche in quarantena. Che possiamo liberarci in questi giorni di Pasqua del chametz della paura e del dolore, fosse solo per qualche giorno, e ricordarci delle migliaia di libertà che possediamo ogni ora, anche nel mezzo della piaga.

 

Foto:  Passover Seder plate. (Photo by Mikael Haggstrom/Creative Commons CCO 1.0 Universal Public Domain Dedication)

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